The Classic Sound Of Roland Ace Yukawa ospite a R12

The Classic Sound Of Roland è stato l'evento organizzato da Roland International e R12 lo scorso venerdì 10 novembre presso recreative12 di Milano. Atsuo "Ace" Yukava ingegnere progettista del Jupiter 8 e altri importanti riferimenti Roland,  ha ripercorso la storia dei sintetizzatori e delle drum machine come TR-808/909, TB-303, Jupiter-8, Juno-106 e D-50. Ace Yukava ha spiegato in che modo i primi artisti si sono avvicinati al mondo Roland scoprendo come usare le prime strumentazioni per produrre musica dance e come il suono stesso delle macchine ha creato generi come l'hip-hop, la house la techno, la trance e la trap. Attraverso questo incontro, Ace  ha mostrato quali suoni classici di Roland hanno ispirato gli artisti di oggi e anche del passato. Davi Ahlund, endorser di Roland ha introdotto i nuovi sistemi di casa Roland, spiegando come si gestisce l'attuale flusso di lavoro nella produzione utilizzando computer e hardware. L'evoluzione degli strumenti  da analogico a digitale è importante per capire l'evoluzione del suono stesso. ACE  Yukava. "I sintetizzatori sono nati da diodi sbagliati, molti strumenti non venivano utilizzati in modo canonico, classico, bensì alternativo, e questa è stata la loro fortuna. Bisogna andare sempre oltre i parametri di riferimento. Oggi bisogna fare attenzione anche alla progettazione di ogni strumento e le sue peculiarità. Bene, noi di Roland siamo riusciti a diventare un riferimento nel mercato", ha spiegato Ace.durante l'incontro, 


Ahlund, è l’endorser di Roland ha mostrato le tecnologie del futuro di Roland che passa attraverso il sistema Aira e la nuova selezione Boutique. Un sistema integrato di synth e drum maschine , interfacciabili tra loro e controllabili con un daw tipo Ableton live.

Potente e profondo, il SYSTEM-8 fornisce una vasta tavolozza di timbri ispirati da oltre quarant’anni di leggendari synth Roland. Il suo generatore sonoro Analog Circuit Behavior (ACB) di nuova concezione alimenta una bestia da otto voci e tre oscillatori, con filtri ed effetti straordinari, LFO altamente versatili, e un massiccio dispiegamento di manopole e cursori ad alta risoluzione per controllare il tutto. Il supporto di tre sintetizzatori PLUG-OUT significa che il SYSTEM-8 può ospitare fedeli riproduzioni di numerosi classici Roland, ed i PLUG-OUT del JUPITER-8 e del JUNO-106 sono inclusi con l’acquisto (*). Create split e layer di sintetizzatori diversi per suoni mai sentiti prima, e sfruttate il vocoder integrato, l’arpeggiatore, le uscite CV/Gate, e l’avanzato step sequencer polifonico per alimentare esplorazioni creative senza fine. MX-1 Mix Performer ha il potere di unire i vostri synth, drum machines, loops, DAW tracks e altro in un solo strumento ottimizzato per la performance. Combinando elementi di un mixer, di un controller, di un’interfaccia audio e di uno step-based effector, MX-1 è progettato per essere il centro del vostro setup.

 

Il DJ-808 è un DJ controller allo stato dell’arte che comprende un mixer a 4 canali, drum sequencing incorporato, elaborazione della voce e la più completa integrazione disponibile con Serato DJ. Molto di più del tipico DJ controller, il DJ-808 è uno vero strumento, con una drum machine Roland “TR-S” interna che vi mette a disposizione i timbri di batteria più iconici al mondo e il pieno controllo sul Serato Sampler presente in Serato DJ. Il DJ-808 è anche dotato del VT Voice Transformer che può modificare l’intonazione della vostra voce per farla corrispondere alla tonalità delle vostre tracce in Serato DJ. E potete persino collegare synth e altri dispositivi elettronici, e produrre un live remix, tutto con un singolo cavo USB. La qualità sonora è davvero “high-end” e l’hardware è solido ma facile da trasportare – pronto ad ispirare set che allargano i confini di ciò che significa DJ’ing.

ROLAND BOUTIQUE - Il suono di una leggenda , le dimensioni di un libro

QUAL’È STATO IL PUNTO DI PARTENZA NELLO SVILUPPO DELLA SERIE ROLAND BOUTIQUE?

Siamo partiti dall’idea di creare un sintetizzatore completo ma dal formato compatto, qualcosa che potesse avere l’aspetto di un gadget ad una prima occhiata, ma fosse in grado di produrre suoni straordinari. Volevamo creare un synth che fosse godibile anche in modo non impegnativo, dotato di un altoparlante interno e che potesse funzionare anche a batterie. Poiché disponevamo della tecnologia di modeling ACB (Analog Circuit Behavior) già sviluppata per AIRA e di una mini-tastiera già incorporata nel JD-Xi, abbiamo pensato di poter produrre qualcosa di interessante dalla loro combinazione. Eravamo circa alla fine dell’anno scorso, e lo sviluppo effettivo è iniziato più o meno a gennaio di quest’anno.

AVETE GIOCATO CON L’IDEA DI BASARE QUESTA SERIE SU SYNTH CLASSICI SIN DALL’INIZIO?

Sì, volevamo combinare ACB e la mini-tastiera per riprodurre i classici familiari a tutti. Il JUPITER-8 e il JUNO-106 furono candidati sin dall’inizio, poiché questi due synth sono ancor oggi molto popolari. Volevamo aggiungere un altro synth al lineup, perciò abbiamo deciso per il JX-3P, che produce tipi di suoni diversi sia dal JUPITER che dal JUNO. Abbiamo raggiunto la decisione di scegliere questi tre sintetizzatori piuttosto velocemente, senza molte discussioni.

DOVETE AVER DEDICATO MOLTO TEMPO ALLO STUDIO DEL JUPITER-8, JUNO-106, E DEL JX-3P QUANDO STAVATE SVILUPPANDO LA SERIE ROLAND BOUTIQUE. SECONDO VOI, PER QUALI RAGIONI QUESTI MODELLI SONO COSÌ FAMOSI?

La mia impressione è stata che ognuno avesse un proprio carattere affascinante, distinto dagli altri due, e che sia stata questa straordinaria unicità ad attrarre così tante persone verso questi strumenti, rendendoli i catalizzatori per una moltitudine di nuovi stili musicali. L’altra cosa che ho sentito, è stata, in un certo senso, “l’anima” degli sviluppatori.

Ho avuto la rinnovata sensazione che il chorus del JUNO-106 fosse qualcosa di veramente speciale. In una conversazione che abbiamo avuto con gli sviluppatori originali, abbiamo appreso che il JUNO-106 fu progettato con un solo oscillatore per ridurre i costi. Ma naturalmente, non si possono ottenere suoni spessi e densi con un solo oscillatore. Perciò la loro soluzione fu aggiungere il circuito del chorus per dare maggiore densità e spessore. Il JUNO-106 è conosciuto per i suoi timbri di basso robusti, ma questo in realtà deriva da un’enfasi della gamma bassa quando il filtro passa-alto non veniva applicato. Perciò, in altre parole, quel suono caratteristico fu il prodotto di diverse strategie che gli sviluppatori incorporarono per compensare la mancanza di oscillatori. Un vero esempio di come trasformare una calamità in una benedizione. [Ride.]

Dei tre synth presenti in questa sede, il JUNO-106 era l’unico che ho avuto la possibilità di suonare [in passato], perciò la timbrica dei veri JUPITER-8 e JX-3P è stata per me una completa novità. Quando inizi a giocare con i synth analogici, non si può fare a meno di notare i grandi cambiamenti nel suono che si ottengono agendo sui loro cursori. Questo mi ha dato la sensazione di comprendere perché così tante persone amano questi tre synth.

Non avevo mai toccato un vero JUPITER-8 sino a quando non abbiamo iniziato questo progetto, e mi sono divertito moltissimo giocando sullo strumento. [Ride.]

È CORRETTO DIRE CHE QUESTI MODULI RIPRODUCONO DIGITALMENTE I SUONI DEGLI ORIGINALI UTILIZZANDO ACB?

Si. Non ci sono parametri disponibili sui modelli originali che non siano presenti sui modelli Roland Boutique. A parte pochi controlli dei parametri che abbiamo dovuto spostare nella disposizione del pannello per motivi di spazio, tutto si basa sul design originale.

Ciò detto, ad alcuni parametri abbiamo dato un intervallo di impostazioni più ampio rispetto gli strumenti originali, ed abbiamo aggiunto forme d’onda extra alle sezioni del oscillatore e dell’LFO. Per esempio, nel JP-08, che è basato sul JUPITER-8, abbiamo aggiunto onde triangolari e noise all’LFO, e un’onda sinusoidale al VCO-1. Abbiamo anche espanso la gamma di valori di VCO-1 e VCO-2.

Con il JU-06, che si basa sul JUNO-106, abbiamo dato alla velocità dell’LFO un intervallo di impostazioni più ampio, e reso il filtro passa-alto variabile in modo continuo, mentre sull’originale potevano essere selezionati quattro incrementi. Perciò avete il suono dello strumento originale riprodotto in modo fedele, così come opzioni per creare timbri impossibili con gli originali.

Dei tre, il JX-03, che è basato sul JX-3P, ha il numero più ampio di nuovi parametri aggiuntivi, inclusi due nuovi tipi di forme d’onda a dente di sega e noise aggiunti all’LFO, così come forme d’onda sinusoidale, a dente di sega e noise aggiunte al DCO. Abbiamo anche espanso il range del DCO, e aggiunto tre nuovi tipi di cross-modulation.

Sul JU-06, ora potete usare simultaneamente Chorus 1 e Chorus 2. Mentre questa possibilità era presente sul JUNO-6 e sul JUNO-60, non si poteva fare sul JUNO-106. Secondo il feedback di molti fan, il JUNO-6 o il JUNO-60 sono ricercati proprio per questa possibilità di utilizzo simultaneo del chorus, perciò abbiamo deciso di includerla nel JU-06.

Crediamo che questa funzione di chorus simultaneo sarà una caratteristica “da sogno” per molti amanti del JUNO-106. [Ride.]

LA SERIE ROLAND BOUTIQUE È STATA SVILUPPATA DALLO STESSO TEAM CHE SVILUPPA I PRODOTTI AIRA?

No, sono due team diversi. Alla Roland, formiamo team di sviluppo sulla base dei singoli prodotti, perciò questo gruppo si è formato esclusivamente per la serie Roland Boutique. Comunque, siamo stati aiutati dagli sviluppatori di AIRA per l’ACB.

PRIMA AVETE ACCENNATO AL FATTO DI AVER DISCUSSO CON GLI SVILUPPATORI ORIGINALI. COM’È ANDATA?

Con ACB, basta avere sottomano il diagramma del circuito e il synth originale per ottenere simulazioni piuttosto interessanti. Ma in ogni caso, durante il processo di sviluppo incontri cose che non riesci ad immaginare. L’enfasi della gamma bassa del JUNO-106 è stato uno di questi misteri, e non capivamo perché i progettisti del circuito avessero scelto questa via. Perciò quando abbiamo incontrato queste condizioni, abbiamo parlato con gli ingegneri coinvolti nello sviluppo degli originali.

OGNI MODULO DELLA SERIE ROLAND BOUTIQUE HA UNA POLIFONIA DI QUATTRO VOCI.

È corretto. Tutti e tre i modelli hanno una polifonia di quattro voci, e potete selezionare tra i modi Poly, Solo, o Unison. Se quattro voci non sono sufficienti, potete collegare più unità via MIDI per avere più polifonia. Perciò con due unità, potete avere otto voci di polifonia. Si possono creare timbri davvero straordinari collegando due unità JP-08 con otto voci di polifonia. Penso che siamo stati in grado di riprodurre lo spessore e la profondità dei timbri originali. Per vostra conoscenza, anche se non ci sono restrizioni sul numero di unità che potete concatenare, inizierete ad avvertire una certa latenza se ne collegate troppe, dato che si tratta di una connessione MIDI. [Ride.]

TUTTE LE UNITÀ DI UNA CONCATENAZIONE DEVONO ESSERE DELLO STESSO MODELLO?

No, possono essere diversi. Però, se avete modelli diversi in una catena, state solo incrementando la polifonia, mentre usando modelli uguali, anche i parametri funzionano insieme.

Queste unità hanno prese di ingresso stereo mini, perciò potete combinare le loro uscite anche se sono connesse in una catena. Tutto l’audio in entrata dalla presa di ingresso viene riprodotto dal diffusore interno dell’unità, e poiché viene prima digitalizzato, potete inviare in uscita l’audio anche dalla presa USB.

PERCIÒ OGNI MODULO FUNZIONA ANCHE DA INTERFACCIA AUDIO USB?

Si. Potete collegare l’unità al vostro PC via USB e scambiare informazioni MIDI così come audio a 24-bit/44.1 kHz con la vostra DAW.

LA FREQUENZA DI CAMPIONAMENTO STANDARD PER LA SERIE AIRA È PARI A 96 KHZ, MA PER LA SERIE ROLAND BOUTIQUE È 44.1 KHZ.

Si. AIRA usa 96 kHz, poiché dà priorità alla qualità sonora. Ma abbiamo ricevuto dei feedback da alcuni utenti che hanno incontrato delle difficoltà per questa ragione in alcune situazioni. Abbiamo voluto che la serie Roland Boutique fosse godibile per il numero più ampio di persone, perciò abbiamo scelto lo standard a 44.1 kHz.

In base al feedback di molti utenti, abbiamo scelto di usare prese stereo mini per l’ingresso/uscita e per le cuffie. Abbiamo pensato che ciò rendesse più facile il collegamento di diffusori, di smartphone e di dispositivi simili.

I MODULI NON HANNO PRESE PER TRASFORMATORI DI CORRENTE.

No, sono assenti. Ricevono l’alimentazione dalla presa USB. Quando non sono connessi ad un computer, il modulo può essere alimentato a batterie o con un trasformatore USB generico.

PERCHÉ AVETE SCELTO UNITÀ NELLO STILE DI MODULI DESKTOP CHE POSSONO ESSERE ANCHE MONTATI IN UN DOCK PER TASTIERA OPZIONALE?

Inizialmente, stavamo sviluppandoli con una tastiera incorporata. Ma ad un certo punto del processo abbiamo deciso di preferire la tastiera separata perché abbiamo pensato che ci sarebbero state persone che avrebbero voluto solo il modulo, e che sarebbe stato probabilmente più portatile se la tastiera fosse stata separata. La tastiera K-25m che abbiamo sviluppato esclusivamente per questa serie è dotata di 25 tasti sensibili alla dinamica, e si connette al JP-08, JU-06, o al JX-03 tramite la piattina a 16-pin.

La K-25m è progettata così da poter dare tre inclinazioni diverse al JP-08, JU-06, o al JX-03. Inizialmente non pensavamo a questo tipo di meccanismo, ma c’era questo bozzetto che è comparso sulle nostre scrivanie che mostrava il pannello inclinato, e aveva quel look intrigante da “synth analogico”. Perciò abbiamo deciso di renderlo regolabile con tre inclinazioni. Ma poiché lo sviluppo era già piuttosto avanzato in quel momento, penso che i responsabili del progetto del meccanismo se la siano vista brutta. Ci hanno detto di aver avuto l’ispirazione dai giocattoli per questo meccanismo di inclinazione.

LA TASTIERA HA DUE OTTAVE. QUALE È STATO IL FATTORE DETERMINANTE PER QUESTA SCELTA DELLA DIMENSIONE?

Con la tastiera montata, volevamo che il setup avesse la dimensione di un foglio di carta standard, quella di un laptop facilmente portatile.

Perciò potete far stare questo setup nella borsa di un laptop. [Ride.]

Abbiamo anche dedicato molto tempo alla progettazione dell’imballo, che si basa sullo stile di un libro. Quando non lo usate, potete rimetterlo nell’imballo e riporlo in libreria.

QUALCHE ALTRA CARATTERISTICA CHE NON APPARE A PRIMA VISTA?

Potete usare il ribbon controller di un modulo per produrre note senza collegare la tastiera K-25m. L’impostazione standard consente di produrre note in modo cromatico, ma potete anche scegliere tra diverse scale preimpostate. Le unità sono anche dotate di un sequencer a 16-step/16-pattern, che penso sarà molto utile. Potete riorganizzare gli step o sincronizzarlo al clock MIDI, perciò offre molte possibilità. Potete anche usare il ribbon controller per immettere eventi nel sequencer.

QUALI SONO ALCUNI DEI PUNTI A CUI AVETE PRESTATO PARTICOLARE ATTENZIONE DURANTE LO SVILUPPO?

Abbiamo voluto creare un prodotto che potesse affascinare fortemente gli utenti su molti livelli diversi. Perciò abbiamo voluto un case metallico, LED integrati nei cursori, ed in generale far sì che l’insieme ispirasse una vera sensazione di "boutique". Tutte le manopole ed i controlli sono stati progettati da zero.

I MODULI, CHE SONO ESSENZIALMENTE MINIATURIZZAZIONI DEGLI STRUMENTI ORIGINALI, HANNO UN LOOK ED OFFRONO SENSAZIONI VERAMENTE ATTRAENTI. È VERO: BASTA VEDERLI PER DESIDERARLI.ABBIAMO PERCEPITO CHE L’UNICITÀ COSÌ LONGEVA DEL JUPITER-8, JUNO-106, E DEL JX-3P NON STA SOLAMENTE NEI LORO SUONI MA ANCHE NEL LORO DESIGN, PERCIÒ ABBIAMO VOLUTO INCORPORARE ANCHE L’ESSENZA DEL LORO ASPETTO. ECCO COME SIAMO ARRIVATI A QUESTI DESIGN.

QUALI SONO STATE ALCUNE DELLE DIFFICOLTÀ INCONTRATE NEL PROCESSO DI SVILUPPO?

Rispetto ai moduli sonori, disponevamo della tecnologia ACB, perciò, anche se abbiamo lavorato molto, non abbiamo mai incontrato problemi insormontabili. È stata più dura con il meccanismo di inclinazione e altre cose del genere, e anche come riuscire ad incorporare tutti i circuiti in questa dimensione compatta.

Un’altra area è stata l’alimentazione a batterie. Inizialmente, volevamo usare due batterie di dimensioni AA. Ma poiché volevamo integrare un altoparlante ed usare parti selezionate nel circuito analogico per un miglior rapporto segnale/rumore, abbiamo deciso per quattro batterie AA. Un modulo funziona per circa sei ore a batterie.

Lui era nel team che ha sviluppato l’R-09, R-05, e altri field recorder, perciò aveva molte conoscenze dell’alimentazione a batteria. Il primo registratore da campo Roland, l’R-1, era noto per la breve durata delle sue batterie. [Ride.] Perciò il team di sviluppo ha lavorato a lungo sul problema e la durata delle batterie è andata sempre migliorando. Di conseguenza, la serie Roland Boutique si avvantaggia di questo know-how sull’alimentazione a batterie, accumulato nello sviluppo dei field recorder.

QUALI SONO STATE LE VOSTRE SENSAZIONI COME SVILUPPATORI ORA CHE I PRODOTTI SONO COMPLETI?

PENSO CHE SIAMO STATI IN GRADO DI CREARE STRUMENTI CHE LE PERSONE DELLE GENERAZIONI CHE NON HANNO CONOSCIUTO GLI ORIGINALI, ME INCLUSO, POTRANNO APPREZZARE PIENAMENTE.

Abbiamo mostrato il prodotto finito in diversi reparti Roland, e il sentimento più diffuso è stato: “Ne voglio uno!" Penso che un prodotto così desiderabile e che così tante persone vogliono possedere possa essere una vera rarità. Anch’io ne voglio uno. [Ride.]

Queste unità sono solo per una produzione limitata, perciò se ne volete uno, siate certi di prenotarli presto. [Ride.]

CI ASPETTIAMO CHE ANCHE L’USCITA DELLA TR-808, TR-909, E DEL TB-303 COME SECONDA EDIZIONE DELLA ROLAND BOUTIQUE SIA DAVVERO STRAORDINARIA.

Credo proprio di sì. Sono certo che avremo molti feedback dopo questa uscita, perciò vogliamo ascoltare ciò che i nostri clienti avranno da dire per decidere le prossime mosse.

Un viaggio attraverso la storia e le influenze che gli strumenti ed i suoni di Roland hanno generato nel corso degli ultimi 50 anni, raccontata dalla voce di Ace Yukawa, ingegnere progettista di molte di queste tra cui lo Jupiter-8, il JV 1080 primo esempio sintetizzatore e sound module digitale.

 

Qui l'info dell'evento.

Qui il link al portale www.roland.com

Elenco della produzione Roland

1972

Rhythm 33 TR-33: drum machine intended for mounting underneath a piano or organ keyboard

Rhythm 55 TR-55: tabletop version of the Rhythm 33

Rhythm 77 TR-77: an update of the Ace Tone Rhythm Ace FR-7L.,[11] also known as the Hammond Rhythm Unit; essentially an expanded Rhythm 55

1973

SH-3 Synthesizer: earliest Japanese example of a "classic" monophonic analog synthesizer

SH-1000 Synthesizer: Japan's first commercial monophonic analog synthesizer keyboard

 

1974

EP-30 Roland Piano: the world's first touch-sensitive electronic piano.

RE-101 Space Echo

RE-201 Space Echo: one of the most popular tape delay-based echo machines ever produced

SH-3A Synthesizer: monophonic analog synthesizer with a new VCF and VCA

SH-2000 Synthesizer: a pressure-sensitive preset monophonic analog synthesizer designed to compete directly against the ARP Pro Soloist (1972–1977)

 

1975

SH-5 Synthesizer: analog synthesizer with innovative features

System-100 Synthesizer: Roland's first attempt at a modular analog synthesizer

TR-66 Rhythm Arranger: analog drum machine

 

1976

System 700 Synthesizer: Roland's first professional-quality modular synthesizer

 

1977

MC-8 MicroComposer: early digital sequencer, Roland's first product to utilize a microprocessor.

GR-500 Guitar Synthesizer & GS-500 Guitar Controller: Roland's first commercial guitar synthesizer system.[13]

 

1978

CR-68 Human Rhythm Player

CR-78 CompuRhythm: user-programmable drum machine

Jupiter-4 JP-4: Roland's first self-contained polyphonic synthesizer

 

1979

System 100-M Roland Studio System: semiprofessional modular synthesizer, fully modular successor to the System-100

VP-330 Vocoder Plus

 

1980

CR-8000 CompuRhythm

TR-808 Rhythm Composer: One of the most popular programmable analog drum machines; its distinctive analog sounds, such as its cowbell sound and its kick drum, have become pop-music clichés, heard on countless recordings.

 

1981

TB-303 Computer Controlled Bass Line: synthesizer with built-in sequencer; manufactured from late 1981 to 1984

TR-606 Drumatix: programmable analog drum machine designed to be used with the TB-303

Jupiter-8 JP-8: 8-voice programmable analog synthesizer after the hugely successful Sequential Circuits Prophet-5 and Oberheim products

 

1982

Juno-6 Polyphonic Synthesizer: Roland's first synthesizer with digitally controlled oscillators.

Juno-60 Programmable Polyphonic Synthesizer: Roland's first synthesizer with digitally controlled oscillators and memory

 

1983

JX-3P Programmable Preset Polyphonic Synthesizer: first Roland synthesizer to support MIDI

Jupiter-6 JP-6: 6-voice programmable analog synthesiser

MSQ-700 Digital Keyboard Recorder: world's first MIDI-compatible sequencer

TR-909 Rhythm Composer: drum machine popular during the early 1990s. The world's first MIDI-equipped drum machine, Roland's first to use digital sample playback combined with analog sound synthesis

1984

MKB-1000 and MKB-300: world's first dedicated MIDI controller keyboards

MKS-80 Super Jupiter: rack-mounted eight-voice analog synthesizer, commonly used with the MPG-80 programmer unit

Juno-106 Programmable Polyphonic Synthesizer: programmable (128 patch memory locations), digitally controlled six-voice analog synthesizer, with MIDI and the ability to transmit button and slider information through SysEx

TR-707 and TR-727 Drum Machine: The TR-727 was essentially the same as the TR-707, except it had Latin-style sounds

JX-8P Polyphonic Synthesizer: one of Roland's last true analog synths; replacement for the Jupiter 8 but featured a sleek, low profile appearance to compete with the popular digital Yamaha DX-7

1985

Alpha Juno: Two analog polyphonic synthesizers, the Alpha Juno 1 (JU-1) and the Alpha Juno 2 (JU-2), notable for their 'Alpha Dial' that simplified the user interface

1986

Super JX Polyphonic Synthesizer JX-10: Roland's last true analog synth, the JX-10 was ostensibly the circuitry of two JX-8Ps in a single synth. However, subtle differences in sonic architecture and electronic components give the JX-10 a slightly different sound than the 8P. Also produced in rack-mounting form as the MKS-70.

RD-1000 Digital Piano: Roland's first digital piano to feature their SA Synthesis technology. Featured an 88-note weighted, wooden keyboard with three-band EQ, chorus and tremolo. One notable user of this is Elton John from 1988 to 1993. Also produced in rack-mounting form as the MKS-20.

HS-80: Same as the Roland Alpha Juno 2 (JU-2), but with built-in speakers. Branded as "Synth Plus 80."[14][15]

S-10 Digital Sampling Keyboard: basic 12-bit sampler and keyboard combo, capable of sampling up to 6 seconds of audio, with sounds stored on QuickDisks. It also had rudimentary analog filtering and ADSR

MKS-100 Digital Sampler: rackmount version of the S-10

MC-500 Sequencer: stand-alone sequencer and MIDI recorder. 4-track recording in real or step time and 16 midi channel multitimbrality, a dedicated rhythm track, a built-in 3½-inch DS/DD Floppy disk drive with 100,000 note capacity and a large LCD screen.

1987

Roland D-50D-50 Linear Synthesizer: Roland's first all-digital synthesizer, implementing its Linear Arithmetic synthesis (a form of sample-based synthesis combined with subtractive synthesis). The D-50's descendants include the D-5 (1989), D-10 (1988), D-110 (rack version of D-10) (1988), and D-20 (1988)

MT-32 Sound Module: also using Linear Arithmetic synthesis, it was supported by many PC games in the late 1980s and early 1990s as a high-quality music option until support shifted to General MIDI sound cards

1988

U-110 PCM Sound Module: Roland's first rompler, a rack module intended to exploit Roland's large library of samples and contained good representations of acoustic instruments. Designed to compete with E-mu's Proteus line, the U-110's successor U-220 found its way into many professional studio racks of the day.

E-20 Synthesizer: Roland's first entry into the auto-accompaniment keyboard market, going head to head with Yamaha and Casio. The E-20's descendants include the E-70, E-86, G-800, G-1000, G-70 and E-80.

MC-500mkII Sequencer: successor to the Roland MC-500, with Turbo software, 8 tracks of recording, 100,000 note capacity, real-time track muting and more. Storage on 3½-inch DS/DD floppy disk drive.

1989

R-8 Human Rhythm Composer: drum machine with velocity-sensitive pads

W-30 Music Workstation: sampling workstation keyboard (DAW)

D-70 Synthesizer: 76-key synth. Successor to the U-20. Combined the U-20 ROM with advanced D-50-like filters

Octapad II (Pad-80): successor to the Pad-8.

1990

1990 – HP-3700 Digital Piano

1990 – MC-50 Sequencer: dedicated sequencer similar to the MC-500 series, featuring 40,000 note capacity, up to 8 songs, 8 phrase tracks, a 3½-inch DS/DD Floppy disk drive, separate rhythm track and temp tracks, 32 channel MIDI and FSK sync

1991

1991 – SC-55 Sound Canvas: the world's first General MIDI synthesizer

1991 – JD-800 Programmable Synthesizer: digital synthesizer with analog style interface

1992

M-160 MkII line mixer

MA-7 & MA-20 micro monitors

 

 oltre a tutta la produzione di Digital Recorders