Nina Kraviz: "La techno è importante quanto il jazz"

La giornalista del The Guardian, Kate Hutchinson, ha intervistato in Cina la dj siberiana Nina Kraviz. Trasmesso in diretta su Facebook, che è vietato in Cina, il dj set, libero dalle ghettizzazioni dei generi, mette in risalto il carattere della Kraviz. "Quando faccio la dj, mi sento fottutamente viva", dice. "Tutti i miei sensi sono aperti. La gente pensa che io sia drogata, ma non lo sono: sto solo sperimentando davvero un nuovo lato di me stessa, che io chiamo approccio grezzo". La dj non ha mai pre programmato i suoi set. "Sto mettendo tutta la mia presenza fisica nei mei live e ogni spettacolo è diverso all'altro perché sono una persona diversa ogni giorno. Sono il tipo di persona che va dal punto più alto al punto in un secondo".
Nina spiegare come la techno sia stata "sottovalutata per anni come genere: è invece un fenomeno, e non passeggero, è importante quanto il jazz. È incredibilmente ricca, culturalmente, ma è così underground che mi ci sono voluti 15 anni per avere anche un po' attenzione e di riferimenti. Ci sono ancora aree che non conosco".
Un discorso culturale. "Non puoi, per tanti, avere il rossetto e fare musica". Il sessismo è il centro di un grande problema. "La gente è sospettosa di una bella donna che produce musica da sola. Con me le persone si sente molto libera nell'esprimere la propria opinione. La maggior parte della gente forse non è realmente interessata alla musica a un livello profondo. Molte persone sono molto attratte dall'energia che trasmetto. E se alla gente piace la mia energia, questo è già il più grande complimento che potrei mai pretendere".