Moog contro i dazi di Trump sulle importazioni dalla Cina

Moog Music Inc ha comunicato che l'imminente aumento del 25% sulle componenti cinesi dovute ai nuovi dazi si tradurrà in una vera e propria minaccia alla produzione e ai posti di lavoro dei sintetizzatori statunitensi. Moog Music Inc è pronta a maggiorare il suo listino a causa dei rincari sui circuiti e componenti elettrici cinesi. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ormai è irremovibile sulla sua scelta. Tutti i componenti utilizzati dalle aziende statunitensi saranno quindi il 25% più costosi rispetto a quelli USA, il che aumenterà drasticamente i costi di produzione di un sintetizzatore e, oltre a mettere le aziende come Moog in uno svantaggio competitivo, potrebbe minacciare i posti di lavoro tra i produttori di synth statunitensi.

Potrebbe, infatti, costringere piccoli e grandi produttori di synth con sede negli Stati Uniti a trasferirsi all'estero, o avere tutta la produzione completata direttamente in Cina. La tassa di importazione degli Stati Uniti del 25% sui componenti cinesi dovrebbe entrare in vigore domani 6 luglio 2018 e non influirà su un sintetizzatore completo fabbricato in Cina (come il Neutron Behringer o il Model D)..

Ecco cosa dicono i dipendenti Moog in una lettera aperta: "Cara famiglia Moog, abbiamo bisogno del vostro aiuto. La tariffa U.S. (tassa di importazione) sui circuiti cinesi e componenti associati dovrebbe entrare in vigore il 6 luglio 2018. Queste tariffe aumenteranno immediatamente e drasticamente i costi di costruzione dei nostri strumenti e avranno il reale potenziale di costringerci a licenziare noi lavoratori e potrebbero (nel peggiore dei casi) imporci di spostare alcuni, se non tutti, della nostra produzione all'estero. C'è una cosa che tutti noi possiamo fare insieme per cercare di fermare il tutto: scrivere ai nostri politici".

Approssimativamente, il 50% di tutti i componenti utilizzati nella costruzione di un sintetizzatore di Moog provengono dalla Cina. Non ci vuole un esperto di matematica per capire che la minaccia è a breve termine