Siae, un algoritmo innovativo contro i borderò falsificati

Come scrive Wired Italia, nel 2016 la SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori) ha incassato oltre 232 milioni di euro dalle esecuzioni musicali: un dato che ben esemplifica il peso e l’importanza di questo asset per la collecting e la sua base associativa. La mission della Siae è sempre quella di tutelare il diritto d’autore e garantire la remunerazione del lavoro agli aventi diritto, un obiettivo da conseguire anche grazie all’evoluzione degli strumenti a disposizione. La digitalizzazione ha già portato i suoi vantaggi nell’ambito della compilazione del borderò, il documento che consente a SIAE di ripartire gli incassi derivanti dall’esecuzione pubblica delle composizioni musicali. Uno strumento indispensabile, un tempo solo cartaceo, oggi disponibile anche in digitale con il portale dedicato e l’app per dispositivi mobili. Ma, continuando sulla strada dell’innovazione, e di un generale incremento di efficienza, Siae ha deciso di andare oltre e di brevettare un algoritmo per contrastare il fenomeno della falsa programmazione nei borderò, tutelando ulteriormente i suoi associati e bannando le forme di abuso. La Società, in collaborazione con l’Università la Sapienza di Roma, ha ritagliato per sé un ruolo da player tecnologico, creando un algoritmo innovativo per controllare automaticamente i borderò che vengono riconsegnati, sia in formato digitale che cartaceo, dopo gli eventi live. Uno strumento nato nell’ambito del progetto Programmi Puliti. Il sistema innovativo di Siae è un classificatore basato sulla teoria dei grafi che suggerisce dove effettuare i controlli per rintracciare prove ed evidenze di falsa programmazione. LEGGI ANCHE Diritto d’autore: la forza del sistema di tutela UE secondo l’ultimo Global Report di CISAC Diritto d’autore: la forza del sistema di tutela UE secondo l’ultimo Global Report di CISAC Italia Music Export: SIAE lancia l'ufficio per la diffusione della musica italiana all'estero Italia Music Export: SIAE lancia l’ufficio per la diffusione della musica italiana all’estero Il compito del tool non è quello di provare la presenza di alterazione nei borderò ma di creare una classifica del rischio dei borderò in cui potrebbe esserci falsa programmazione, restituendo una visione sulla molteplicità dei dati e delle interazioni che Siae gestisce. Una volta individuati i borderò a rischio, per Siae sarà possibile effettuare i controlli adeguati per rilevare eventuali discrepanze tra la programmazione musicale dichiarata e quella effettiva. Siae è sempre a conoscenza del luogo in cui avviene l’esecuzione pubblica di un repertorio, in quanto l’indicazione geografica del locale o del luogo dove si svolgerà l’evento è indicata nella richiesta del permesso per l’utilizzo del repertorio tutelato. Il sistema, leggendo i dati contenuti nei documenti cartacei e digitali, individua in quali luoghi c’è più rischio di “falsa programmazione”. Il programma di analisi sviluppato da Siae tutela gli aventi diritto, che rischiano di essere danneggiati da false dichiarazioni, e aiuta la collecting a svolgere un’attività di controllo fino a cinque volte più efficace e pervasiva, considerando anche che annualmente 1,4 milioni di borderò musicali sono presentati all’attenzione di Siae, con oltre 40 milioni di brani musicali indicati. Grazie alla tecnologia, sarà più semplice controllare e poi sanzionare chi si macchia di programmazione irregolare con i provvedimenti già previsti dal Regolamento generale, che vanno dall’esclusione di tutti i programmi a firma del direttore dell’esecuzioni fino a eventuali provvedimenti di ambito civile e penale. I tempi cambiano e anche Siae adegua i suoi strumenti, per tenere fede agli impegni presi con autori ed editori nella tutela dei loro diritti e per portare avanti un processo di semplificazione e innovazione nella ripartizione dei compensi in maniera affidabile e analitica.