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Carl Cox spiega come tutto sia cambiato nella gestione di un dj

Un'intervista rilasciata da Carl Cox rimbalza per la Rete da Rave Reviewz a Mixmag e sintetizza il pensiero del dj inglese in merito al djing e al clubbing internazionale odierno. Parlando delle sue prime esperienze nell'ingresso della cultura delle feste, Carl Cox ha detto di essere cresciuto negli anni '70 quando c'era un sacco di odio razziale nei confronti delle minoranze etniche. "La scena del rave nel suo insieme è stata così incredibile perché non ha discriminato nessuno, non importava se ti piaceva la musica stessa: ci sarebbero state altre persone con la stessa mentalità che avrebbero accettato il fatto di divertirsi".

Carl Cox poi si è soffermato sulla crescente popolarità della musica dance elettronica e dei dj su scala globale che stanno influenzando il mondo e diventando frenetici. "Gli artisti sono cambiati, gli orari dei viaggi e l'organizzazione pure. Pare sia diventato un lavoro e un ruolo solitario, quello del dj. Sali sul palco davanti a 2000 e più persone a suonare la tua techno, la tua house, vorresti soffermarti a parlare con tutti ma devi scappare via, salire su un furgone con i vetri oscurati e correre nella tua camera d'albergo e lì resti da solo".

 

Cox aggiunge: "Non sto dicendo 'oh povero me' ma la cosa ha un certo effetto su chi sei, sulle persone sensibili. Quando ho iniziato a fare il dj questa intensità era inesistente, gli unici dj che suonavano con questo ritmo erano quelli radiofonici con il loro show da 50-60mila giovani urlanti. Oggi questa organizzazione sembra un'operazione militare. Mi chiedono come io faccia a suonare in 3 feste, in 2 giorni, in 3 paesi diversi e non so cosa rispondere. A volte prendo un volo normale, a volte ho bisogno di un jet privato per essere in grado di fare tutto, ma alla fine della giornata l'obiettivo è quello di suonare. Quando sei giovane e hai sete di date, queste cose non le capisci ma col tempo comprendi tutto. Pubblichi il tuo brano, finisce al vertice delle classifiche e tutti ti adorano: le ragazze, i colleghi. Il brano successivo non ha lo stesso effetto sulla gente: non c'è più l'effetto-sorpresa e i fan pretendono di più. Pensi a essere più pop, più commerciale, più forte di prima. Qualcosa va storto".

 

Leggi l'intervista completa di Rave Reviewz qui.