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Gli artisti occidentali lo sanno: il nuovo mercato è cinese

Come riporta il Financial Times, quello cinese è sempre stato un focolaio di pirateria, un mercato musicale che tuttavia oggi è diventato così ricercato che gli accordi sul copyright stanno andando molto più in là di una semplice canzone. Seguendo una raffica di cosiddette partnership esclusive tra i maggiori gruppi di internet del paese e le maggiori case discografiche internazionali, il governo locale ha definito che è tempo di tempo regolarizzare il settore Leader nazionale è Tencent Holding Ltd. La musica online a pagamento dovrebbe aumentare del 59% quest'anno a Rmb3bn (ossia 455 milioni di dollari), questo almeno secondo iResearch, la società di ricerche di mercato più quotata. Inoltre, l'ente di settore IFPI afferma che quasi tutto ciò è dovuto allo streaming mettendo la Cina stessa ben al di sopra di ogni altro grande mercato. "Penso che inizieremo a vedere artisti internazionali che vogliono irrompere nel mercato cinese tanto quanto hanno sempre voluto fare in America", ha affermato Stu Bergen, amministratore delegato per i servizi commerciali internazionali e globali di Warner Music.

 

Tencent ha avuto una quota del 78% delle entrate del mercato lo scorso anno, secondo Soochow Security, una società di intermediazione nazionale. Quel peso e un portafoglio importante hanno permesso al gruppo di superare i rivali per accordi di distribuzione con le etichette occidentali desiderose di distribuire la loro musica in Cina. Wang Jiang, produttore musicale ed ex direttore di Universal Music in Cina, afferma che "quando le case discografiche firmeranno nuovi contratti di copyright in futuro, aggiungeranno clausole più specifiche, come il modo in cui distribuire quel copyright anche se si tratta di un accordo esclusivo".

 

 

Quanto è grande il mercato della musica in Cina? Per chi analizza le piattaforme di streaming, i numeri sono enormi: Tencent rivendica 700 milioni di utenti e Netease 400 milioni. Mr Mulligan, della società di consulenza musicale Midea Research, con sede nel Regno Unito, afferma che l'uso dei numeri forniti dalle piattaforme implica che almeno i tre quarti della popolazione cinese siano utenti attivi, anche se in alcune regioni mancano i servizi dati mobili necessari per lo streaming. Netease, che si rivolge a una clientela di nicchia, con musica che va dalla dance elettronica all'hip-hop, rivendica un range del servizio in netta crescita, con utenti mensilmente attivi e in aumento del 44% dallo scorso mese di giugno.