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Jimmy Iovine mette in guardia contro l'eccesso di ottimismo dello streaming

Jimmy Iovine mette in guardia tutti sull'eccesso di ottimismo in streaming: "Non stanno producendo denaro". Sono passati tre anni e mezzo da quando Iovine ha lasciato il ruolo di CEO di Interscope, Geffen ed A&M per gestire Apple Music, ma questo non gli impedisce di pensare ai problemi che devono affrontare le etichette oggi in materia.

Come riporta Colin Stutz, giornalista di Billboard, durante una cena recente al Neuehouse Hollywood di Los Angeles, Iovine ha parlato anche di Dr Dre., suo partner nello sviluppo di Beats Electronics. Quando nel 2014 Iovine ha spostato la sua attenzione dalle etichette alla musica basata sulla tecnologia, ha lasciato un vuoto. "Quello che ho imparato da bambino è che nella musica, o in qualsiasi altra cosa, la cosa più importante che accade in quel momento è  il colpo di genio, io la vedo così. L'originalità è tutto, ecco perché non posso restare nel business discografico in questo momento, perché non ce n'è abbastanza per tutti".

I servizi di streaming secondo Iovine vivono una pessima situazione: "Non ci sono margini, non stanno facendo soldi. Amazon vende Prime, Apple vende telefoni e iPad, Spotify dovrà trovare un modo per convincere il pubblico a comprare qualcos'altro. Se domani mattina Jeff Bezos (CEO di Amazon) si sveglia e dice: 'Sai cosa? Ho sentito nei corridoi la parola 7,99 dollari. Perché non proviamo questo prezzo per la musica?' E indovinate cosa succede?. La risposta è che una cosa simile potrebbe scuotere l'intero ecosistema dello streaming business e probabilmente soprattutto Spotify, leader del settore, che nove anni dopo il lancio non è ancora in grado di generare profitti. Il business dello streaming non è un grande business. Va bene con le grandi aziende: Amazon, Apple, Google ... Ovviamente è un piccolo pezzo del loro business, molto bello, ma Spotify è l'unico standalone, giusto? Quindi devono capire un modo per mostrare la strada rendere questo un vero business".