Cos'è il circuit bending? Ce lo spiega PuntoInformatico

Il vecchio hi-tech diventa nuova musica e permette di divertirsi a stravolgere i vecchi giochi elettronici di quando si era bambini, sì, quelli vintage, per far nascere una hit elettroniche. Tutto rinasce da... un cortocircuito.

 

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Una forma di hardware hack che ha come fine la sperimentazione di nuove soluzioni? Sì, è la circuit bending, che attraverso varie modifiche su dispositivi economici o elettroniche di recupero, come spiegano quelli di PuntoInformatico, diventa una sorta di riciclaggio tecnologico basato sul poco ortodosso uso creativo del cortocircuito. La leggenda narra che tutto sia nato dal furioso lancio in aria di un piccolo giocattolo, aggiungono quelli di PuntoInformatico: era il 1960 e quello scatto d'ira dell'artista americano Reed Ghazala generò un suono che, come lui stesso racconta, ricordava quello dei costosissimi sintetizzatori dell'epoca. Quel suono fu come una sveglia per la creatività di Ghazala, che da allora non ha più smesso di manomettere circuiti sonori e diffondere la sua teoria, pubblicata nel 2005 in Circuit-Bending: Build Your Own Alien Instruments, un libro a metà strada tra un manuale del giovane circuit bender e un vero e proprio manifesto del movimento. Durante la sua attività, Ghazala ha cambiato la vita di tanti giovani artisti squattrinati, che con pochi spiccioli sono riusciti a metter su setup di tutto rispetto, ma ha anche incuriosito (e lavorato) per star di fama planetaria come i King Crimson e i Rolling Stones.