Il sintetizzatore modulare è tornato di moda

Secondo Giona Vinti, docente da anni di Recreative12, "il sintetizzatore modulare è tornato di moda". Un dato di fatto, secondo Giona Vinti, docente da anni di Recreative12: "Il sintetizzatore modulare è tornato di moda e molto utilizzato dai professionisti. Si vedano per esempio gli studi di registrazione di deadmau5 o di JunkieXL. E anche tra gli amatori c'è una gran febbre di cavetti, voltaggi e modi arcani, ma anche molto diretti, di fare suoni e musica". Il mondo del software non è rimasto certo indietro, aggiunge Giona. "Se Ableton in partnership con Cycling '74 (che ha per altro recentemente acquisito) si è portata avanti già da anni con l'inclusione di Max For Live (una versione del celebre software per smanettoni Max\Msp) nella propria suite, Native Instruments è presente nel mercato da sempre col proprio prodotto Reaktor. Entrambi però sono software che richiedono un livello di conoscenza e di impegno maggiori al semplice combinare moduli ed imparare ad usarli (cosa già di per sé non proprio per tutti)".

 


La risposta a questo è arrivata in ambito Max For Live con Oscillot (https://www.ableton.com/en/packs/oscillot/): "Si tratta di un ambiente modulare disponibile al costo di 79 euro come pack di Live e basato appunto su Max".

Native Instruments, con Reaktor 6, ha risposto con un nuovo standard chiamato Reaktor Blocks. "Questi ultimi non sono altro che semplici Instruments di Reaktor (estensione .ism) con un'interfaccia grafica e un set di input-output standardizzati per essere sempre combinabili tra loro in modo semplice. Grazie alla tecnologia Core Level sviluppata da NI negli ultimi anni, questi blocks hanno una qualità veramente eccelsa. Un factory pack contenente molti moduli di diverse categorie è già incluso in Reaktor 6 ma può essere espanso accedendo alla User Library che contiene centinaia di Blocks creati dagli utenti e di qualità variabile".

 

Giona segnala anche una collezione che veramente merita, la corona di best user-made blocks Euro Reakt di Michael Hetrick (https://www.native-instruments.com/en/reaktor-community/reaktor-user-library/entry/show/9093/) ossia più di 140 blocchi di tutti i tipi, veramente formidabili. "Nel download è inclusa la tesi di laurea di Hetrick sul mondo modulare hardware e software. L'utente veramente smanettone può poi imparare a costruire i propri blocks e personalizzare ulteriormente il proprio setup".

 Softube ha lanciato una propria alternativa, con poca fantasia chiamata Modular (https://www.softube.com/modular) che adotta una strategia diversa: "Si compra il set base e poi si possono aggiungere moduli pagandoli uno alla volta. La particolarità è che i moduli sono copie esatte di moduli esistenti, creati in cooperazione con le aziende che li producono. Anche qui la qualità è molto alta ma l'idea pay-per-module potrebbe essere a mio avviso penalizzante in un mercato dove Reaktor offre tutti i moduli presenti e futuri inclusi nel prezzo più l'inestimabile user library gratuita".

 

 

L'ultimo attore, recentissimo, ha lasciato tutti sorpresi: "Parliamo di VCV Rack (https://www.vcvrack.com). Un software gratuito e open source disponibile per tutte le piattaforme, Linux compreso (grande novità). Attualmente è in fase beta pubblica, può essere scaricato gratuitamente, come Softube ha un set di moduli base espandibile via web creando un account e connettendosi direttamente col sito per effettuare i download delle espansioni. Unico neo: attualmente non è disponibile come plug-in (Vst o au o Ladspa) ma solo come software standalone. Si può comunque aggirare il problema usando bus midi virtuali (come IAC driver per mac o Midi Yoke per Win) e interfacce audio virtuali (come Soundflower o Jack). La qualità è molto alta ed alcune suite di moduli sono cloni di moduli esistenti, per esempio di aziende come Mutable Instruments, Synthesis Technology e Befaco".

Insomma, conclude Giona, "il mercato è ricco e fiorente e offre moltissime alternative per tutte le tasche".

 

 

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