Gigolography, il libro sulla storia di DJ Hell e della sua label

Il libro si snoda su minuziose analisi delle "stagioni" stilistiche contrassegnate da vari loghi, un'ampia parentesi sull'electroclash e sulla musica retroelettronica.

 

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“Gigolography - The International DeeJay Gigolo Records History Book”, ideato e scritto da Giosuè Impellizzeri e pubblicato da Crac Edizioni, racconta la storia dell'International Deejay Gigolo Records, l'etichetta fondata da DJ Hell che nel 2017 festeggia il ventennale d'attività. Insomma, un focus sul catalogo con approfondimenti su ogni singola pubblicazione e innumerevoli contributi inediti di decine di artisti che ne hanno fatto parte ed ovviamente dello stesso Hell a cui è dedicata un'accurata monografia. 

Il libro promette quindi sia di ripercorrere l'emozionante itinerario tracciato dal celebre dj tedesco, sia di offrire uno spaccato quanto più fedele possibile della sua label, tra le indipendenti devote alla musica elettronica che hanno lasciato un profondo solco nell'epoca contemporanea.

Giosuè Impellizzeri spiega la genesi del suo libro.

“Proposi l'idea ad Hell alla fine dell'estate del 2011 quando all'orizzonte iniziava a intravedersi la fatidica trecentesima pubblicazione. Volevo raccontare, in un modo diverso dalla solita compilation riepilogativa, l'epopea di un'etichetta che ha fatto epoca e scuola. Il progetto iniziale era pubblicare il libro all'interno del catalogo della stessa Gigolo come uscita 300 ma una serie di problemi non ha reso concretizzabile tale ipotesi. Dopo un periodo di stasi ho avanzato la proposta a Marco Refe di Crac Edizioni che ha sostenuto l'iniziativa e mi ha spronato ad approfondire alcune tematiche complementari alla storia della Gigolo, come ad esempio quella della musica retroelettronica che conobbe un vero boom ad inizio Duemila”.

Perché Gigolo?

“Come spiego nell'introduzione del libro, a connettermi all'etichetta di Hell è un'ammirazione professionale ma anche un forte vincolo affettivo perché ad essa sono legati i miei esordi da redattore musicale. Le prime recensioni che scrissi apparvero su una fanzine tra 1996 e 1997 e tra i dischi che segnalai in quel periodo c'erano proprio quelli della Gigolo. Il destino poi ha voluto che il libro uscisse in occasione del ventennale, suo e mio”.

Come e dove hai raccolto il materiale?

“È stato un processo molto lungo e particolarmente laborioso. Purtroppo l'etichetta non mi è venuta incontro perché, incredibile ma vero, pare non esista un archivio. Ho dovuto fare da me, scartabellando comunicati stampa raccolti in circa 15 anni, vecchie interviste e magazine di ogni tipo. Non completamente soddisfatto, mi sono messo alla ricerca di tutti coloro che hanno inciso per la Gigolo (credo di aver contattato circa il 90% del roster artistico), ma anche di persone dell'entourage, dai label manager ai promoter e ai booker. Tantissimi mi hanno risposto, contenti di poter dire la loro e svelare innumerevoli retroscena”.

 

Hai mai conosciuto DJ Hell di persona? Sei andato negli uffici Gigolo? Come erano?

“Certamente. Ci incontrammo per la prima volta circa 15 anni fa, a Berlino, proprio negli uffici della Gigolo, in Metzerstraße. Gli ambienti erano piuttosto caotici ma credo fosse un "disordine creativo", una specie di Factory warholiana. Con Hell avevo già instaurato un rapporto epistolare, dal 2000 o giù di lì, gli mandavo i link delle mie recensioni Gigolo, le copie delle riviste coi miei articoli e, di tanto in tanto, qualche demo. Non avrei mai immaginato che un giorno, in quel 2011 di cui parlavo prima, sarebbe venuto apposta a trovarmi nella mia città, Taranto, per discutere a quattrocchi di questo libro”.

 

 

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