Diritti e doveri nella musica dell’era digitale

Premesse positive per un incontro seminariale di approfondimento in settembre.

 

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Sabato 25 marzo si è tenuto a Perugia il primo convegno nazionale sulle professioni musicali, organizzato dall’associazione St.Art con il patrocinio di Comune di Perugia, Siae e A-Dj Roma. Ospiti a palazzo Penna, i relatori Deborah De Angelis, Paolo Agoglia, Maurizio Clemente, Marco Sanseverino, Alessandro Deledda e Luigi Luccarini hanno chiarito le principali problematiche connesse alla regolamentazione dello spettacolo e della musica, di fronte a una platea di addetti ai lavori e cittadini. I temi trattati hanno spaziato dal diritto d’autore alla regolamentazione professionale, dal sistema previdenziale ai meccanismi di distribuzione: «Sono ventidue anni che si lavora per una legislazione sullo spettacolo dal vivo».

Con l’obiettivo di chiarire le principali problematiche connesse alle attuali regolamentazioni nell’ambito delle professioni legate allo spettacolo e alla musica, sabato 25 marzo, presso Palazzo Penna a Perugia, si è tenuto il convegno ‘Diritti e doveri nella musica dell’era digitale’. Questo primo incontro nazionale dedicato al tema è stato organizzato dall’associazione culturale St.Art con il sostegno di Marco Cucchia e il patrocinio del Comune di Perugia, della Siae e di A-Dj Roma. Il convegno è stato proposto con l’intento di chiarire responsabilità professionali e rivendicazioni di diritto, alla luce delle normative sul lavoro e dei cambiamenti introdotti dalle nuove tecnologie e dalle nuove modalità di fruizione della musica.

 Nello specifico, i temi che sono stati trattati hanno spaziato dal diritto d’autore alla regolamentazione professionale, dal sistema previdenziale ai meccanismi di distribuzione, e hanno suscitato l’interesse di una numerosa platea di addetti ai lavori e cittadini, testimoniando la necessità di chiarimenti e la curiosità suscitate dalle tematiche. Aprendo i lavori, Deborah De Angelis, avvocato specializzato in diritto d’autore e presidente di A-Dj Roma, ha sottolineato l’importanza per gli artisti di essere consapevoli della normativa in materia di diritto d’autore e degli elementi giuridici e contrattuali. Nello specifico, De Angelis è anche attiva nella tutela della professione del dj attraverso l’associazione A-Dj, che offre consulenza e assistenza legale in ambiti come contrattualistica, previdenza e assistenza. Sulla stessa linea Maurizio Clemente, agente e produttore discografico ed editoriale, che ha riconosciuto la figura del dj come emblematica del mutamento nelle professioni legate alla musica e allo spettacolo: da semplice selezionatore di brani e intrattenitore, il dj è diventato un vero e proprio professionista, spesso coadiuvato da un team di esperti e catalizzatore di business importanti. Alla luce di questi cambiamenti, sostiene Clemente, è indispensabile definire diritti e doveri legati alla professione, soprattutto nell’era del dominio del digitale. È questo un punto chiave anche per Marco Sanseverino: con la scuola di musica elettronica Recreative12 di cui è fondatore, Sanseverino porta avanti un percorso professionalizzante per dj e producer, finalizzato a legittimare i lavoratori del mondo della musica nelle loro competenze e nei loro diritti. «Questi sono temi che richiederebbero l’organizzazione di seminari», ha dichiarato Paolo Agoglia, avvocato e responsabile dell’ufficio legislativo Siae. «Sono ormai circa sei legislature che seguo lavori parlamentari per l’adozione di una grande legge sulla musica. Sono ventidue anni che si lavora per una legislazione sullo spettacolo dal vivo, che include musica, teatro, danza, prosa, cinema»

. La complessità delle questioni in campo è quindi conclamata e riconosciuta a livello nazionale. «Il vero problema sta a monte», afferma Alessandro Deledda, presidente della Consulta degli studenti del Conservatorio ‘Morlacchi’ di Perugia, musicista e compositore, editore e titolare dell’etichetta Delexy Records. «Il problema principale in Italia è questa “miopia” nella valorizzazione del settore culturale. Il jazz e la musica elettronica, che rappresentano a oggi un numero considerevole delle iscrizioni al conservatorio, non vengono adeguatamente legittimati in senso istituzionale. D’altra parte, non c’è una preparazione sufficiente sulla legislazione della musica: gli artisti hanno un importante bagaglio creativo, ma non sono pronti ad affrontare il proprio ambito professionale». In conclusione, l’avvocato Luigi Luccarini ha proposto un interessante spunto di riflessione sul confine tra campionamento e plagio, portando alcuni casi musicali e giudiziari come esempio e motivo di confronto. «La materia è ampia e l’incontro di oggi ci conferma l’urgenza di chiarezza e aggiornamento. Stiamo già progettando un nuovo appuntamento in settembre, magari in forma di workshop o di seminario», ha concluso il presidente dell’associazione culturale St.Art Angela Giorgi, raccogliendo il suggerimento di Agoglia e ringraziando in questo senso anche l’ideatore dell’evento, Vincenzo Cerquiglini. St.Art L’associazione St.Art è concetto e azione e ha il suo motore nella promozione culturale e nella collettività il suo interlocutore. Nata con un approccio poliedrico e multidimensionale, St.Art intende valorizzare e diffondere le manifestazioni della cultura nelle loro specificità e nelle loro contaminazioni: musica, arti visive, cinema, letteratura, filosofia. In questa prospettiva, l’associazione sceglie di mettere in rete i soggetti più attivi nell’ambito della promozione culturale, radicandosi nel territorio regionale senza dimenticare le sollecitazioni del panorama artistico nazionale e internazionale. Attraverso la proposta e il coordinamento di momenti di aggregazione, occasioni di confronto, percorsi formativi, St.Art propone una visione della cultura articolata e partecipativa, che contribuisce a costruire all’interno della dimensione pubblica un “umanesimo contemporaneo”. Contatti associazione culturale St.Art info@associazionestart.com

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