A Bologna uno spazio essenziale per la musica

Un luogo di connessione che offre spazi, strumenti, servizi, saperi: si chiama LOFT e appartiene al progetto Kinodromo. E dove il suo curatore si racconta.

 

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I supporti della musica raccontati dai protagonisti. Giusy Aloe di Kinodromo ha intervistato colui che cura i talk all’interno della rassegna Loft di Bologna, un luogo di connessione che offre spazi, strumenti, servizi, saper. Si chiama Pierfrancesco Pacoda, è un amico, un giornalista musicale, un ottimo saggista e un grande appassionato di musica. L'intervista (che qui potete leggere integralmente) fa emergere molti punti interessati. Soprattutto quando Pacoda parla di supporti fonografici (dal vinile al cd al digitale odierno passando per l'audiocassetta), di dj e di quando la musica oggi influenzi la società. Ma, al contrario, se chiedi a Pacoda cosa influenzi la musica ti risponde... la società. "Lo so che è banale ma io l’ho sempre sostenuto ed è il mio stesso lavoro che lo testimonia. Mi occupo di musica ma non mi considero un critico musicale. Non mi intessa ragionare intorno alla dimensione estetica della musica ma alla dimensione etica. Ritengo che osservare la musica sia la maniera migliore per leggere la società. Musica e società sono assolutamente indissolubili".

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