Da dove nasce quel potente hook alla Major Lazer e alla Flume

Mentre il mercato è invaso da cloni di brani in pieno stile Major Lazer, ci addentriamo in quello che è il suono più alla moda in circolazione.

 

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"Lean On" ha aperto le danze ma anche altri brani pop dance stanno seguendo lo stile artistico di Major Lazer, con il vocal chops in gran spolvero. La tecnica che permette di tagliare le parti vocali e di risuonarle a proprio piacimento, nata grazie all'uso smodato dei primi campionatori negli anni in cui si diffuse la house, e ripresa non solo da Guetta e Martin Garrix (e anche da Alessia Cara in "How Far I'll Go", oggi stacchetto per le Veline di Striscia la Notizia), non è pertanto nuova: è stata usata e molto nel periodo della garage e nella undeground UK da Todd Edward verso la fine degli anni Novanta e successivamente nella trance, ma anche nella house ("Bangkok" di Boris Dlugosch). Questa è anche una tecnica di produzione molto collaudata da Flume, quindi trovare la paternità del vocal chops oggi è davvero difficile se non impossibile. Resta il fatto che oggi quel furbo e potente caratterizza tutte le produzioni che spaziano dal dubstep alla trap, dalla bass music al reggaeton, sino alla pop dance di artisti che sino a una manciata di mesi si dilettavano con la loro big room nei maggiori festival internazionali.

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