Giuseppe Ruggieri & Hookie Mousse, il via è in Rete

La collaborazione fra Giuseppe Ruggieri, alunno di Recreative 12, e Hookie Mousse è nata in maniera quasi casuale: i due si sono conosciuti online attraverso Soundcloud.

 

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“Waiting’’ è un singolo nato dalla collaborazione dei due dj producer Giuseppe Ruggieri e Hookie Mousse (Martin Cabrera). È un brano big room house nato a 124 bpm , poi portato a 128 bpm nella versione club. Grazie a Soundcloud, mentre uno supportava la musica dell’altro, da due distinte parti del mondo, cioè dall'Italia e dall'Argentina, i due hanno subito capito che le proprie idee culturali sarebbero potute sfociare in qualcosa di interessante. Acquisito da Smilax Publishing, il brano mette in risalto le doti di Hookie Mousse e di Giuseppe Ruggieri, quest'ultimo tra l'altro alunno di Recreative 12.

 

 

E così li abbiamo intervistati.

Ci sono altri progetti in lavorazione?

 

“Forse saremo pronti anche prima del prossimo autunno, crediamo in ogni caso di voler proporre per la prossima traccia un ep con diverse versioni’’.

 

Credete che per un dj l’età sia relativa?

 

“Sì, perché i gusti e le tendenze musicali sono in continuo cambiamento pertanto ciò che secondo noi conta parecchio per i dj molto giovani è quello di crearsi da subito una buona cultura su quello che musicalmente c’era prima e che ha fatto la storia, così da poter valutare innanzitutto cosa realmente è cambiato dai suoni di prima a quelli odierni, cosa è tornato e cosa secondo il proprio fiuto potrebbe eventualmente ritornare’’.

 

Per i dj molto più anziani?

 

“Per loro invece bisognerebbe semplicemente non fermarsi soltanto a quello che è stato nella proprio periodo di piena giovinezza ma tenersi sempre aggiornati e farlo proprio stando molto vicino ai giovani’’.

 

Come è nato “Waiting”, il vostro ultimo singolo?

 

“'Waiting’ è nato dall’idea di voler unire le conoscenze e i gusti musicali di un ragazzo italiano con quelle di un ragazzo sudamericano. Il titolo è stato pensato per il fatto che i tempi d’attesa per lo scambio d’idee e informazioni dell’uno e dell’ altro siano stati un po’ lunghi dato che siamo a due poli diversi del mondo e seppur internet facilita le cose, il giorno e la notte differenti invece non si possono cambiare”.

 

Cosa pensate dei dj che suonano in coppia?

 

 

“Il lavoro di coppia è una buona cosa , essere due menti che ragionino per un unico prodotto credo che possa portare a tantissime buone idee, così come per la performance credo che in due si possa fare doppio spettacolo in un colpo, ma credo che ugualmente in parallelo ognuno debba crearsi il proprio singolo nome, nella vita non si sa mai”.

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