I consumatori "odierni" di musica e il loro valore

Il blog Ora Musica e Fabrizio Galassi, docente, giornalista radiotelevisivo e consulente per la comunicazione e social media marketing, riprendono un'indagine della FIMI sul consumo della musica.

 

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La FIMI ha pubblicato in italiano una ricerca commissionata dalla IFPI (International Federation of the Phonographic Industry) alla Ipsos Connect, in merito al comportamento dei consumatori ‘odierni’ di musica con domande poste agli utenti internet, quindi in realtà si tratta ‘consumatori digitali’. Il target di età va dai 16 ai 64 anni sparsi in 13 paesi che rappresentano l’84% del mercato discografico mondiale.

 

YouTube batte Spotify, Apple Music, Deezer. L’82% degli utenti lo utilizza per ascoltare musica ma la maggior parte di loro cerca musica che già conosce: di catalogo, mentre sono in pochi a utilizzare la piattaforma video per scoprire nuovi artisti. La percentuale di curiosi aumenta se isoliamo la fascia 16-24, in questo caso il 68% di loro vuole ascoltare novità. YouTube è perfetto nella vostra strategia generale, fate un bel canale con differenti playlist e valutate la possibilità (a questo punto decisamente consigliata) di realizzare cover di brani famosi cercando di sfruttare il trend e allo stesso tempo far conoscere il vostro suono. YouTube è una piattaforma di intrattenimento orizzontale popolata da moltissimo pubblico; potete attirarlo verso la vostra musica confidando nei grandi numeri e in un tasso di conversione variabile dal 10 al 20%, ossia: ogni 100 persone che guardano il vostro video, 10 potrebbero rimanere interessate alla vostra musica.

 

Le novità arrivano con lo streaming a pagamento. "Anche in questo caso", prosegue Galassi, "dobbiamo ringraziare tutti coloro che hanno tra i 16 e i 24 anni, non solo perché ascoltano tantissima musica, ma perché lo fanno anche a pagamento (il 32% di loro ha un abbonamento premium) ed è un trend in forte crescita annuale: +39% rispetto al 2015.

In più utilizzano questo strumento per cercare nuova musica, e lo fanno ascoltando le playlist create da altri, oppure realizzandole in proprio (da leggere: Come promuovere la vostra musica con Playlist e Podcast)".

Bisogna distribuire musica anche sui canali streaming, ma senza avere aspettative. L’82% degli abbonati ai servizi di streaming acquista musica fisica o tramite download e cioè ottima conversione Premium / BandCamp. il 26% degli abbonati ai servizi di streaming ascolta nuova musica. Il 24% degli abbonati ai servizi di streaming testa le novità.

 

Gli italiani fanno tutto con il cellulare. Sono ‘peggio’ di noi solo il Brasile, la Corea del Sud e il Messico, peggio perché il telefonino non è certo uno strumento culturalmente alto o tecnologicamente affidabile, lo dimostra il fatto che solo il 39% della popolazione più tecnologica al mondo, i Giapponesi, usano lo smartphone per ascoltare musica, noi lo usiamo il doppio delle volte.

Se 7 italiani su 10 utilizzano un device come smartphone o tablet o phablet per accedere ai contenuti, è ovvio che dovrà cambiare anche la vostra idea grafica. Dovete evitare di disegnare banner complessi, foto ricche di particolari e posizionamenti orizzontali: il vostro nuovo mood iconografico sarà il quadrato, oppure Instagram.

 

Italiani su YouTube, ma conservatori. Come contrario di progressisti. Gli italiani sono poco propensi alle novità (e a pagare), quindi si rifugiano su YouTube dove hanno tutto il catalogo che preferiscono, gratis. Da noi il 91% degli utenti lo utilizza per la musica, contro l’82% della media mondiale. In questa classifica siamo dietro solo al Messico e al Brasile.

Se segmentiamo ancora di più questo dato scopriamo qualcosa di interessante, ossia che il 63% di quelli che si collegano alla piattaforma video ascoltano qualcosa di nuovo.

 

Sappiamo benissimo che la parola cover )o remake) spaventa. Il consumo di musica in Italia nel 2016. Il rapporto di chiude con una slide dedicata esclusivamente al nostro paese, nel quale si evince che il pubblico più incline ad acquistare musica è quello che va dai 13 ai 24 con un focus sui 13-15. Questo non significa che dovete buttarvi sul pop pre-adolescenziale, ma che se il vostro target è quello dai 25 in su avrete più problemi a creare economia.

 

Si ringrazia www.oramusicablog.it

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