Carl Fath spiega le nuove direzioni sonore

Produttore di hit dance. Poi, pianista orchestrante, Carl Fath è un mago di Ableton Live. E non solo...

 

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Come sta cambiando la vita dei produttori (se sta cambiando)? Lo abbiamo chiesto all'eclettico Carl Fath, che racconta di un'evoluzione figlia di "quest'epoca di grande accelerazione ed estremizzazione". E che, sempre coadiuvato da Roberto Turatti, ha prodotto dischi come Helsinki J, DeepRock e Truss Rod.

 

 

Che genere ti piace, oggi?

"Non faccio distinzione di generi, mi interessano i brani presi singolarmente, anche se prediligo musicalità ed armonia, oltre alla grinta e quel 'je ne se qua' che aiuta il pezzo a distinguersi, ad evitare l'omologazione e lo scopiazzamento".

É importante, e se sì quanto, promuovere una produzione, al giorno d'oggi?

"Importantissimo. Ma non più di ieri o dell'altroieri...".

Cosa pensi di questa voglia di dance da parte dell'opinione pubblica mondiale?

"Non posso che pensarne benissimo. Sicuramente questo succede perchè la dance è l'unico genere che ha saputo contaminarsi ed evolversi all'inverosimile, instancabilmente. Mentre il rock e tutti i suoi sottogeneri stagnano ormai da anni".

Qual è il tuo software musicale preferito?

"Impossibile rispondere. Ogni software può dare il suo contributo al processo produttivo-creativo, ma se dovessi individuare quelli che per me sono imprescindibili direi StudioOne, Ableton Live, Melodyne e la suite di plugin Waves".

Questo scarto lo noti forse sul lato economico? Dj ricchi e dj poveri. Sei d'accordo?

"É indiscutibile. Credo sia il riflesso di un periodo storico che non conosce mezze misure, interamente votato all'estremizzazione. Io non giudico questo trend, mi limito a prenderne atto".

Dove e cosa farà Carl Fath tra une ventina di anni?

"Dove davvero non saprei. Sicuramente accenderò un computer (o qualunque altra diavoleria il progresso avrà partorito) in cerca di un'idea musicale da sviluppare".

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