Spotify e Apple Music mantengono i mix non ufficiali (in barba a SoundCloud)

Spotify ed Apple Music hanno detto di essere intenzionate a diffondere in rete anche le versioni non ufficiali dei brani. Una risposta indiretta a SoundCloud.

 

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SoundCloud negli ultimi tempi, per evitare problemi legali con le case discografiche, elimina a man bassa versioni e remix di brani non autorizzati e creati la maggior parte dei casi dai dj. Spotify e Apple Music invece vanno controcorrente autorizzando il caricamento a chiunque sia intenzionato a diffondere proprie interpretazioni di brani di proprietà di terzi. Questo accade perché i due marchi hanno firmato una partnership con Dubset, il servizio di gestione dei diritti musicali.

 

Apple ha raggiunto un accordo con Dubset a marzo, mentre Spotify ha siglato il patto lo scorso maggio. I remix "ufficiosi" nelle ultime ore sono stati trasmessi da una manciata di ore partendo da qui, da questo singolo: "Room in Here" di Anderson .Paak feat. The Game & Sonya Elise nel remix di DJ Jazzy Jeff.

 

Questa è solo una apparentemente piccola parte dell'integrazione con Dubset. Si attendono a breve i mixati e i mash-up. Il CEO di Dubset, Stephen White dice che prima bisogna fare un po' d'ordine tra i cataloghi delle case discografiche. Dubset opera con una continua scansione dei mix e segnala le congruenza delle tracce corrispondendo agli aventi diritto i diritti anche di frammenti di brani, che ovviamente sono di proprietà altrui. Dubset così distribuisce le royalties. Oltre 700 milioni di persone al mese ascoltano i mix, il che questo dà vita a una grande opportunità per i proprietari dei master. Le case discografiche hanno storicamente combattuto contro i mix non ufficiali perché li consideravano pirateria e quindi musica non riconosciuta. "I proprietari dei contenuti sono molto favorevoli a questa novità", spiega White.

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