Come sta cambiando il mondo della discografia

L’industria discografica spesso è in contraddizione con la cultura. Le nuove tecnologie permettono agli artisti indipendenti di inserirsi in un momento discografico florido, incentivati da un investimento contenuto.

 

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Avere nuove possibilità nell'ottenere dei contratti con delle case discografiche, dopo non aver portato in altre occasioni di business a queste, è sempre più difficile. L’artista spesso perde la possibilità di una seconda chance perché i produttori vogliono mantenere la massima resa con il minor rischio possibile: da sempre, la prassi è quella di seguire i progetti di successo precedenti ripetendoli con iniziative vicine al target. Nel caso di dovesse parlare di singoli brani, la sequenza e il passo seguente si chiama "follow-up". Si nota nel contempo che l’artista indipendente risulta svantaggiato perché non facente parte di un iter produttivo non rodato, non collaudato. Nel settore del mercato indipendente, un importante inizio, ossia un punto di partenza, e una nota di merito, sono i seguenti: si è liberi e svincolati da standard e routine produttive. Il trucco pertanto è inserirsi nel mercato con gran sagacia e coraggio al di là dei target e delle strategie istituzionali.

Prima si vendevano supporti fonografici, album fisici. Ora il flusso di bit è infinito e incontrollabile. Le vendite sono drasticamente diminuite, la diffusione paradossalmente aumentata, la corsa al successo usa-e-getta è sregolato e forsennato. Aumentata la musica, si è ridotta la discografia: come se il mondo della sette note godesse di ottima salute e stesse male quello che lo gestisce. Una nuova generazione di artisti: musicisti si è affaciata all'orizzonte senza più pretese ma con grandi velleità: l'aspirazione massima è fare serate. Riprodurre dal vivo la propria musica è diventato un vero business perché l'impatto live non è replicabile attraverso i nuovi e vecchi media. L'offerta è tanta e la domanda è irrisoria. Malgrado ciò c'è chi, in barba a risultati frustranti, va controcorrente. Un esempio, di quattro anni circa fa, è stato Martin Garrix con la sua “Animals”, un successo che in oltre dieci paesi ha totalizzato 12 milioni di copie vendute tra cd singoli e download. Stanno inesorabilmente scomparendo gli intermediari proprio nel momento in cui artisti e consumatori hanno preso in mano il mercato.

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