Quando ti dicono "cambia questo" oppure "non è per noi"

Rifiuti infiniti e suggerimenti che piovono da destra a sinistra? Bisogna valutare sempre ogni caso prima di dire sì a persone non coinvolte in un proprio progetto discografico.

 

Continua...

Il giovane produttore, alle prime armi, invia il proprio pezzo alle case discografiche. L'iter è quello di sempre: spesso non ci sono risposte, a volte si riceve un semplice no, raramente si instaura un rapporto con chi ascolta i brani.

La grande domanda è: bisogna scendere a dei compromessi per vedersi pubblicare la propria produzione musicale su una label? Sì o anche no. Dipende dalle aspettative, dall'offerta, dal valore della traccia che si mette sul mercato.

 

Influencer, opinion leader, A&R e comunque addetti ai lavori sono pronti, tutti, a dire la loro su come dovrebbe suonare, che stesura dovrebbe avere, che peculiarità dovrebbe mettere in mostra un brano. Allora è un fiorire di "cambia la cassa", "fammi la stesura in questo modo", "falla prima masterizzare che non capisco". Una giungla di suggerimenti che in realtà sono delle vere e proprie imposizioni: della serie, o fai questo o non ti pubblico e in "casa mia" non metti piede. Casa inteso di casa discografica.

Che fare? Si ritorna ai compromessi. Si sogna un futuro roseo senza più problemi di questo genere. Ma sarebbe l'ideale tenere presente il passato. I Beatles furono espulsi dalla Decca: si beccarono vari no. La Decca Records, dopo aver inciso quindici loro canzoni, dichiarò: "Non ci piace il loro sound. Non hanno futuro nello show business". Quindi, va da sé che a volte certi consigli bisogna assolutamente ascoltarli. E a volte no.

Scrivi commento

Commenti: 0