Perché Avicii ha smesso di fare il dj

A fine agosto Avicii si è esibito per l’ultima volta dal vivo. Ale Lippi, giornalista, ha fatto una disamina in relazione alla decisione di smettere di fare il dj da parte del dj svedese.

 

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Alessandro Lippi dal sito di GQ è perentorio. "Tim Bergling (vero nome del dj), come tanti ragazzini della sua età, è molto bravo a spippolare con il computer con il quale si diverte a fare musica dance nella sua cameretta", spiega il giornalista. Intanto, il manager e imprenditor connazionale Ash Pournouri vuole trasformarlo nel “più grande artista del mondo”.

Avicii usa FL (Fruity Loops) e realizza con esso tanti brani tra cui “Levels”. Tutto succede così, all'improvviso, grazie a una traccia che spopola tra di dj. "Solo che lui non era pronto a tutto questo e probabilmente non lo voleva neppure così inizia a bere per combattere l’ansia da prestazione e, bicchiere dopo bicchiere, raggiunge una confidenza accettabile con il palco ma si spacca la cistifellea che gli tolgono nel marzo 2014", aggiunge Lippi.

Un veloce declino psicofisico è alternato da sucessi discografici. A tavolino viene sperimentata la fusione tra bluegrass, country, popdance e house music. Nasce “Wake Me Up”, e a marzo Avicii annuncia al mondo che non si avrebbe più tenuto dj set e quindi non si sarebbe più esibito dal vivo. Lo stress, il girare di nazione in nazione, di hotel in hotel, lo ha portato alla decisione di fermarsi nella sua Stoccolma e produrre musica. Insomma, lavorare in studio. Milioni di dollari Avicii li ha e può permettersi un periodo lungo e sabbatico. Lippi svela che il conto corrente bancario intestato riporta il 75 e una somma a sei zeri. Non poco per uno che ha 27 anni: sono "abbastanza per affittare una lussuosa dimora nel Chianti dove svernare in attesa di capire il futuro", conclude Lippi.

 

Per chi ancora oggi si chiedesse perché Tim Bergling abbia scelto il nome Avicii è presto detto: l'Avici, nella religione buddista, è il punto più basso dell’inferno, dove le anime defunte che hanno commesso gravi misfatti pagano per l’eternità. La lettera "i" in più? Per differenziarsi e personalizzare un nome. Niente più.

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