Se l'India scopre il mondo della musica elettronica

Russia, Cina, Corea sino all'Oceania e a tutto il resto dell'Estremo Oriente. Il mercato della musica elettronica, dopo aver in parte conquistato gli Usa, punta a nuovi continenti e nuove nazioni. India in primis.

 

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Il mese scorso, Nucleya, uno dei massimi esponenti del mondo bass music ed EDM indiano, ha radunato a a Mumbai presso lo stadio National Sports Club of India (NSCI) oltre diecimila persone per il lancio del suo secondo album, "Raja Baja", che stabilisce un primato nel settore della musica dance elettronica. Nello stesso periodo, al Centro Nazionale per le Arti e per lo Spettacolo (NCPA), un'altra istituzione di Mumbai, il santificato ed idolatrato Dualist Enquiry ha aperto le porte per la prima volta di un evento della durata di due giorni all'insegna della mellowtronica, della house e della techno coinvolgendo il dj e produttore Anish Sood. Nel frattempo, è stato annunciato l'Electric Daisy Carnival (EDC), uno dei più grandi festival EDM in circolazione, alla fine di quest'anno si terrà in India e sarà caratterizzato da un fatto: nella line-up ci saranno molti artisti indiani accanto a stelle internazionali come Alesso e Afrojack.

Si parla anche di ennesima conferma di due marchi come il Sunburn (collaudato) e il Supersonic, due grandissimi festival di musica elettronica. Nel corso degli ultimi anni, migliaia di fan indiani hanno affollato festival musicali e tour per vedere dj superstar e produttori come David Guetta, Skrillex, Diplo e ora sognano di ospitare nel proprio paese i propri beniamini.

Durante il prossimo ADE si parlerà anche di questo, soprattutto a quasi due anni di distanza dal mega evento che proprio in India fu organizzato da Hardwell. In India c'è fame di musica dance: techno, elettronica, breakbeat, hardcore, house, trance (la psy è di casa a Goa) e hip-hop occidentali. Il mercato in Asia è infinito e Bollywood, quindi anche l'industria del cinemal locale, che esporta lungometraggi come non mai, non vede l'ora di collaborare con i grandi brand dell'elettronica. E mentre i veterani della scena locale, nazionale, sono in fase di stanca, si registrano i sold-out di Guetta (nel 2012) e la mania per la scena underground. La dance dal target giovanile è la cosa più vicina al pop, secondo i media indiani, che iniziano a parlare di Bollypop e Indipop.

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