Qualche dritta da Roberto Baldi, direttamente da New York

Roberto Baldi è un grande personaggio nel mondo della produzione musicale professionale. Grande esperto di tecniche di registrazione e mixing, si racconta.

 

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Roberto Baldi vive a Manhattan, New York. E spiega come e dove bisogna trovare il coraggio di fare le valigie e soprattutto fare dell'esperienza all'estero. "Purtroppo in Italia, a parte qualche sparuta eccezione che viene dalla musica 'alternative', si continuano a usare gli stessi 'schemi di scrittura', con contenuti produttivi-sonori appiattiti e omologati. Anche se si possono trovare alcuni validi elementi che emergono per potenzialità, tutto è incentrato sui talent, che danno spazio televisivo alla musica, sì, ma in modo pressoché generalista e quasi sempre a discapito di progetti molto più originali e interessanti dal punto di vista artistico e di valore oggettivo. E questo a causa dello spirito di emulazione nei confronti della musica estera, che caratterizza questo genere specifico di format. Del resto, si tratta anche di un retaggio che l’Italia si trascina dietro dagli anni Cinquanta e soprattutto Sessanta, quando erano molto popolari le cover in italiano di brani famosi stranieri, scambiate spesso - dal pubblico meno educato all’ascolto - per brani inediti".

 

Guardando la situazione dall'estero, vince sempre l’originale. "Nella quasi totalità della musica italiana emerge sempre il medesimo e datato stereotipo tricolore, dai connotati pop-melodici e con la figura del cantante tradizionale. Poi ci sono la lirica e la classica, che restano su di un piano nobile inattaccabile e di tutto rispetto, essendo i generi che ci rappresentano con più spessore e valore in tutto il mondo. In Italia esistono giovani e talentuosi autori e compositori che purtroppo non vengono presi in considerazione, come invece meriterebbero. Non mi sembra infatti negli ultimi anni di aver ascoltato cose eccellenti a livello di scrittura, proprio perché gira tutto intorno agli stessi e ritriti nomi, ormai da diverso tempo. Anche per questo, trovo che si siano perse per strada e nel corso dei decenni molte identità artistiche e creative. Non mancano, per fortuna, gli episodi che ci rinfrancano in termini di percezione dall’esterno della “case history Italia”: recentemente abbiamo avuto l’onore e il piacere di ascoltare Franco Battiato qui a New York. Per cui si può anche incominciare a essere moderatamente ottimisti".

 

 

 

Come portare avanti un progetto musicale, in uno studio di registrazione professionale, con la crisi che viviamo? "È difficile infatti e molti studi hanno dovuto chiudere. Oggi anche in Italia quasi tutti i produttori hanno il proprio studio. Qui a New York è così da anni e per questo i costi sono più contenuti. Oltre a lavorare nel mio studio a volte vado dai miei amici di Red Bull NYC per registrare strumenti veri, come batterie e archi".

 

Info su www.themusicbank.net

La discografia: www.discogs.com/it/artist/305008-Roberto-Baldi

 

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