Paolo Aliberti sul tema dei ghost producer

Remixer per Bob Sinclar e Tiziano Ferro, per Mario “Get Far” Fargetta e Roger Sanchez, Paolo Aliberti è stato membro fondatore dei Pornocult. E parla di ghost producing.

 

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Remixer per Bob Sinclar e Tiziano Ferro, per Mario “Get Far” Fargetta e Roger Sanchez, Paolo Aliberti è stato membro fondatore dei Pornocult. E Sono interessanti le considerazioni di questo eclettico dj e produttore rilasciate a DJ Mag Italia in merito alla produzione musicale. Aliberti parte subito parlando di Logic Pro e ad Ableton Live. A prescindere dall’attrezzatura di uno studio, è chi sta dietro alle macchine a fare la differenza.

 

Partiamo con un trucco. “Per dare più corpo ad un suono di synth (in particolare quando si tratta di virtual instruments) aprite un send sulla traccia e inviate il segnale ad un Bus mono. Variando la quantità di mandata aggiungerete più o meno segnale mono al segnale stereo del synth dando così più corpo al suono”. La tecnologia low cost, secondo Aliberti, porta alla possibilità di pubblicare facilmente le tracce sui digital store che hanno “generato uno stato di overproduction a discapito dell’originalità e della qualità delle produzioni stesse”.

 

Sul tema ghost producer Aliberti prende ad esempio la prima metà degli anni Novanta, “dove gli artisti dance erano rappresentati da gruppi o da personaggi cosiddetti 'immagine', la produzione di brani veniva affidata a fior fior di musicisti, dj e produttori che lavoravano per la realizzazione delle varie tracce”. Dopo tanti test, Aliberti, a riguardo dei software, generalmente installa le demo verificandone la qualità. “Se possono tornarmi veramente utili, bene; mentre per quanto riguarda l’hardware la cosa è un po’ più complessa: generalmente dove mi sevo danno la possibilità noleggiare anche per un breve periodo e questo mi da la possibilità di testare prima di fare l’eventuale acquisto”.

 

Con il mastering una traccia mixata bene suonerà molto bene e una mixata male suonerà molto male. Anche Aliberti, come tanti suoi colleghi, è di questo parere. “Personalmente preferisco sempre ottenere il 100% dalla traccia pre-masterizzata per poi avere un valore aggiunto con un buon mastering; se non sono convinto del missaggio non mi affido al mastering per risolvere i problemi ma cerco di risolverli prima”.

 

info su www.paoloaliberti.com

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