Kygo al Corriere della Sera: "Pensavo di fallire come dj"

«Ci sono troppi dj in giro, pensavo di fallire» Il musicista norvegese Kygo è il primo artista della storia a superare il miliardo di streaming e si racconta al giornalista Stefano Landi del Corriere della Sera.

 

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«Indosserei una maschera pur di non farmi riconoscere». Sono le parole del dj, musicista e produttore Kygo. Che ha raggiunto il miliardo di streaming. «Non mi interessa promuovere la mia faccia, mi sono sempre concentrato sulla potenza del suono. Anzi, vorrei una maschera come i Daft Punk per non essere riconosciuto», dice Kygo, 24 anni, norvegese, nuovo habitué delle classifiche mondiali.Un ragazzo dalle spalle larghe, e non solo per la passione per la palestra. La carriera precoce l’ha costretto a diventare grande all’improvviso. Per sua fortuna, la frenesia non è tipica dei norvegesi. «Ogni giorno imparo qualcosa», racconta dietro a un sorriso timido poco da dj. Non si inventano mai nuovi generi. Ma stili forse sì. E gli esperti hanno battezzato la sua musica elettronica allegra «tropical house». Ma quel che conta sono i numeri. Generati scommettendo sul proprio talento. Autoproducendosi le prime tracce e facendole girare grazie YouTube.

 

Kygo non è un dj come tanti altri. Intanto perché suona. «In tour mi sono portato le tastiere per eseguire dal vivo le melodie». Ha iniziato a suonare che aveva 6 anni: prendeva lezioni di piano da una signora che abitava in fondo alla sua via di case colorate di Bergen. Le reazioni della gente al suo debutto con «Firestone» l’hanno costretto a riorganizzare le giornate. «Ma dentro di me pensavo di non farcela, vedevo troppi dj in giro». Per questo ha sempre avuto pronto un piano B.Finito il liceo, dopo un anno da vigile del fuoco su una base navale, ha frequentato l’università di Edimburgo: studiava finanza. E continuava a giocare a calcio, da onesto centrocampista nella squadra locale. Al computer preferiva la playstation, prima di scoprire che con quello poteva costruire la colonna sonora del suo successo. E la sua fama sui social network gli ha permesso di stracciare ogni alternativa alla musica. «Ascoltavo Coldplay e Ed Sheeran, ma Avicii mi ha cambiato la vita».

 

Qui il resto dell'intervista: http://www.corriere.it/spettacoli/16_maggio_10/kygo-troppi-dj-giro-pensavo-fallire-e02680ea-1608-11e6-b246-a80944d1fa5b.shtml

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