Il Cocoricò è la percezione della club culture in Italia

Il Cocoricò e il suo marchio sarebbero stati ceduti a una società appartenente a Gabry Ponte, a garanzia di un debito di oltre 200mila euro verso il dj torinese.

 

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Il Cocoricò e il suo marchio sarebbero stati ceduti a una società appartenente a Gabry Ponte, a garanzia di un debito di oltre 200mila euro verso il dj torinese. La notizia è apparsa martedì 3 maggio sul Corriere di Romagna. Ripresa da altri giornali e siti di musica, si è diffusa in breve tempo, seguita da una smentita ufficiale del proprietario Fabrizio De Meis, che rassicura sul fatto che il club abbia trovato un accordo per non perdere la proprietà del marchio. Nel frattempo, qualche promoter e qualche dj reclama sui social ulteriori debiti del Cocco anche nei propri confronti. La situazione è triste. Ancora più triste, e grave, è il fatto che la parabola del club di Riccione rappresenti la prercezione che il “Paese reale” ha delle discoteche in Italia. Al di là dei problemi che una società può avere e dei debiti che il Cocoricò può avere contratto con artisti e con le persone con cui lavora, il fatto che ci interessa prendere in esame è “come” si arrivi a vedere un club di lunga storia, di grande tradizione, e di fama mondiale, a versare in queste condizioni.

 

Per ogni approfondimento dell'articolo di Albi Scotti, cliccate qui: http://www.djmagitalia.com/cocorico-percezione-club-culture-in-italia/

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