Dalla Svezia lo studio di musica elettronica

Elektronmusikstudion in svedese vuol dire "studio di musica elettronica". Ecco cosa emerge dall'analisi di Francesco Birsa Alessandri di Noisey.

 

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Se seguite la musica elettronica, quella del giro più—per usare il solito termine del cacchio—sperimentale, di sicuro vi siete imbattuti più volte nelle tre magiche lettere che compongono la sigla EMS. Questa sta per Elektronmusikstudion, che in svedese vuol dire, molto semplicemente "studio di musica elettronica", con la solita asciuttezza nordica priva di fronzoli. Di sicuro molti dei vostri producer, spippolatori e compositori preferiti sono passati per le sue stanze: trattasi di un compesso di studi e laboratori creativi sito a Stoccolma, che da più di cinquant'anni offre spazi e risorse agli artisti che ne hanno bisogno, mettendo a disposizione sia macchine e strumenti di alto livello (leggendario è il loro gigantesco sistema Buchla 200) che supporto artistico tramite un produttivissimo programma di residenze, tutto ovviamente finanziato con soldi pubblici. Pensate all'eventualità che una cosa del genere sia mai possibile in Italia e piangete.

 

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