RE.GUIDA Professionale 5 tattiche da DJ per trattare i cretini

RE.GUIDA Professionale
5 tattiche da DJ per trattare i cretini

Un paio di fine settimana fa Fake Blood, star della electro-house, è stato “allontanato” dalla postazione DJ nel bel mezzo di un set a Seoul, nella Corea del Sud. La ragione per questa uscita poco formale: suonare un suo set che non piaceva ad uno dei tavoli di VIP. (Non sappiamo cosa si aspettavano di sentire). Il commento del producer in questione: Questi VIP spendono un sacco di soldi ai tavoli, ma di solito i loro gusti in musica fanno abbastanza schifo.

Quando loro si lamentano non importa cosa fanno i ragazzi in pista – al DJ si dice di smammare.
Probabilmente un racconto del genere l’avrete già sentito altre volte. Nella storia recente della dance music una serie di DJ si è visto interrompere i set da una figura particolare della pista da ballo: il cretino esigente. A volte il cretino in questione può anche avere 57 milioni di fan su Facebook. Cosa possono allora imparare i DJ dagli scontri che altri hanno avuto prima di loro? Qui ci sono 5 diversi approcci per “frastornare” i cretini, a gentile concessione di nomi noti. Probabilmente non sono tutti raccomandabili, ma almeno testati.

1) Incazzatevi, fate una scena (Strategie Calvin Harris)
Ormai la maggior parte delle postazioni da DJ è attrezzata con microfono a portata di mano. Normalmente serve a creare atmosfera, nei momenti del “fatemi vedere le vostre mani” oppure “e questo pezzo è dedicato a Paolo in VIP – oggi fa gli anni!”. A volte però, il microfono viene usato contro il “soggetto da pista da ballo”.
Caso famoso dell’utilizzo in questo senso è il ormai famoso scontro tra Calvin Harris – normalmente piuttosto tranquillo – e quella ragazza a Miami che continuava a disturbarlo chiedendo di suonare qualcosa di “originale” (senza prendere in considerazione che in quel momento una produzione di Calvin Harris stava movimentando il club). Potete trovare video della reazione del DJ online. Ma un avvertimento ai giocatori giovani sulla scena: Non ubriacatevi con il potere che conferisce un microfono – alla fin fine non tutti sono un Calvin Harris.

2) Date un nome al malfattore/la malfattrice e mettetelo alla gogna (Stile Steve Angello)
Se ogni DJ ricevesse un soldo per ogni volta qualcuno chiede di suonare hip hop in un dance club, l’elenco annuale Forbes dei ricchi della musica sarebbe molto più colorato. Non fa niente se in pista tutti sono presi da un groove da four-four, qualche guerriero ubriaco ce la farà ad arrivare alla postazione con la missione di dare alla gente quello che NON vuole. Quando succede, la risposta più intelligente che un DJ può dare sono un sorriso a denti stretti e una stretta di spalla. Ma quando si tratta di una famoso milionaria a sostenere che il set le fa venire un’emicrania, tutto è possibile.
Nel lontano 2009, prima che diventasse proprietaria orgogliosa di un paio di cuffie pieno di gemme e entrasse a far parte dei DJ di Amnesia ad Ibiza, Paris Hilton odiava la dance music. Durante uno degli incidenti più chiacchierati della Winter Music Converence di Miami di quell’anno, l’ereditiera ha fatto l’errore di dire a Steve Angello che le faceva venir il mal di testa. Dopo il fracasso Steve ha scritto: “Se sei qualcuno che dice di fare dischi, non devi venire alla mia postazione chiedendo di suonare hip hop per poi farmi schiaffeggiare dal tuo buttafuori. A volte far fare brutta figura pubblicamente è la vendetta più dolce. Ma dovrebbe essere seguito da una dimostrazione di umorismo, come ha fatto Angello presentandosi ad una Beatport pool party con una t-shirt fatta da lui con la scritta: Io (cuore) Paris.
Purtroppo solo un paio di mesi dopo questo incidente, Paris ha dimostrato che comunque questa mossa non sempre funziona, facendo scortare producer Sam La More fuori da una sua festa da un paio di soldati delle forze armate libanesi, dopo che lui aveva osato andare contro i suoi desideri musicali in un modo piuttosto “vistoso”.

3) Siate più adulto degli altri (Modus operandi DJ Shadow)
Se temete che quello che state facendo sia troppo avanti per il vostro pubblico, fatevi consigliare da DJ Shadow. L’anno scorso questa leggenda ha dimostrato di essere un vero professionista, quando da un tavolo da VIP gli giunse la richiesta di smetterla …. Al popolo danzante che si divertiva e non capiva ha detto al microfono: “Ho aspettato tanto per poter suonare qui, ma mi hanno detto che tutto questo è troppo avanti, troppo “futuro”. Considerando di chi si sta parlando qui, si capisce che si sentiva leggermente offeso, ma la lezione è questa: Se DJ Shadow può affrontare una offesa con stile, potete farlo anche voi.

4) La faccia impenetrabile (Technica Carl Craig e Gesaffelstein)
A qualche punto della storia il mondo della dance music decise che una postazione DJ è più bella se piena di gente – perché fissare soltanto il DJ se potete avere 35 persone che fanno finire le loro bevande sui CDJ? Quando ci sono così tante persone intorno alla star della serata, c’è sempre il rischio che tra di loro ci sia una un po’ troppo entusiasta, chiedendo una foto, un track ID o una chiacchierate nel bel mezzo di un mix. Ma cosa fa un DJ con quel cretino che non vuol capire che lui è un problema? Prendete come esempio re della tecno come Gesaffelstein, Carl Craig oppure Richie Hawtin e imparate a ignorare, a “fare muro” quando è necessario – ma ci vuole pratica. Come spiega Carl Craig: “Quando sono in postazione sto lavorando, anche quando si deve creare un’atmosfera da divertimento per la gente, mi devo comunque concentrare su quello che sto facendo. Quando arriva qualcuno che mi vuole spiegare come fare il mio lavoro, lo ignoro in fondo non piacerebbe neanche a lui se arrivassi al suo posto di lavoro chiedendo di ‘fare meglio quel hamburger’!”.

5) Mantenere la propria posizione, senza badare alla fama del cretino in questione (Metodo Michael Woods)
Come abbiamo già visto nei punti precedenti, il comune invasore di postazioni tende ad ignorare le sfumature della dance music – non capisce la differenza tra i diversi stili, questo vale anche per “invasori famosi” come Justin Bieber che qualche mese fa all’Eden Club di Seoul ha chiesto a Michael Woods uno stile che proprio non c’entrava niente. Dopo essere stato “ripreso” dal DJ per i suoi modi ed il suo abbigliamento (scarso), si è comportato male per poi nascondersi dietro il muro dei suoi uomini della sicurezza. La lezione da imparare è questa: Se Michael Woods riesce a non farsi intimidire da una mega star e dai suoi “muscoli in affitto”, tu saprai “maneggiare” quel solitario bevitore al quale non piace quello che stai facendo. E allenatevi nel lanciare sguardi fulminei …..

PUBBLICATO SU INTHEMIX.COM IL 21 NOVEMBRE 2013

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